Il paese museo di San Sperate e la Sardegna alla XXI Biennale internazionale d’Arte di Cerveira (PT)

In un tempo in cui il mondo si è quasi fermato e ci siamo confrontati con la paura, l’incertezza, il dubbio, modificando forzatamente le nostre vite; in un momento in cui un virus ha avuto un forte impatto su l’arte e la cultura in tutto il mondo, la Biennale internazionale d’Arte di Cerveira  (Portogallo) decide di confermare la sua XXI edizione che apre le porte sabato 1 agosto alle 16.00 anche in diretta streaming. Il Paese Museo di San Sperate accetta l’invito a farne parte, perché oggi più che mai la nostra esistenza collettiva ha bisogno dell’arte e della cultura per guardare oltre, verso nuovi scenari.

In occasione dei suoi 42 anni, la XXI Biennale internazionale d’Arte di Cerveira – che si tiene dal 1 agosto al 31 dicembre 2020 nel nord del Portogallo – affronta il tema “Diversità e Ricerca. Lo spazio complesso della comunicazione per l’arte”. 

Mantenendo il format che la caratterizza dal 1978, l’evento include un concorso internazionale, progetti curatoriali, trecentosettanta artisti provenienti da trentotto paesi, interventi artistici, conferenze, dibattiti e visite guidate. Affiancati per la prima volta da un’edizione digitale che consentirà al pubblico di visitare virtualmente la più antica biennale d’arte della Penisola Iberica, da qualsiasi parte del mondo!

La Sardegna sarà presente grazie ad un partenariato tra il Comune di San Sperate, l’Associazione Noarte Paese Museo e la Fondazione Biennale d’Arte di Cerveira, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e la collaborazione di Grimaldi lines.

Due installazioni, una all’interno del forum culturale e l’altra immancabilmente nello spazio pubblico in piena Praça de Liberdade a pochi passi dal castello del borgo di frontiera che si affaccia sulla Galizia.

Entrambe le installazioni portano il messaggio universale della rivoluzione culturale sansperatina del 1968, oggi ancora attuale: ognuno di noi può migliorare la propria esistenza e cambiare le sorti del luogo in cui vive, dando ascolto alla propria curiosità, avendo il coraggio di osare e perseguendo la bellezza. Talvolta anche semplicemente aprendo la porta della propria casa, con un sorriso.

La prima installazione curata direttamente dall’associazione Noarte espone i lavori di 54 illustratori che hanno partecipato al concorso internazionale SanSperArte per la realizzazione di un albo illustrato che racconta tale messaggio.

La seconda dal titolo “Quando l’arte è un gioco di strada” è curata dallo studio di architettura Officinevida insieme al light designer Gianni Melis. Su oltre sessanta metri quadrati di piattaforma multimediale le stagioni di matericità e cromatismi del paese museo – dalla terra, alla calce, al colore, alla luce – rivivono in trentotto grandi tubi che si incontrano in piazza, come una comunità. Creano un gioco di vuoti e pieni nel quale il visitatore può perdersi, ascoltare racconti, sbirciare nella storia e nelle storie, scrivere la sua.

Ad inaugurarla la sera del 2 agosto il musicista Paolo Angeli con il suo progetto Talea, in cui la tessitura della chitarra orchestra assume un carattere tridimensionale grazie alla voce e alla rivisitazione della musica sarda. Sarda sì, ma che come un torrente ha raccolto le sensazioni, gli odori, i colori, i cibi e le emozioni che la hanno accompagnata durante due anni di tour internazionale attraverso cinque continenti.

Perché questo è il senso del paese museo e del suo trasformarsi negli anni in Sardegna centro internazionale di scambi e di confronti culturali. L’unicità e i valori di un’isola che accoglie il resto del mondo e che con l’esperanto dell’arte scrive a più mani una storia che non accetta confini. 

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La partecipazione del Paese Museo alla XXI Biennale internazionale d’Arte di Cerveira rappresenta lo snodo ideale fra passato e futuro della comunità speratina, a due anni dalla ricorrenza dei 50 anni dalla nascita del movimento. Il sodalizio sociale e culturale con la Fondazione della Biennale d’arte di Ceveira, cementato dalla mostra tenutasi a San Sperate nella primavera del 2019, raggiunge ora un nuovo importantissimo obiettivo esportando un’esperienza eminentemente locale – se pur caratterizzata fin dal suo apparire da un respiro internazionale – nel cuore di una fra le più autorevoli biennali d’arte d’Europa. Traguardo prestigioso e ambito che apre a nuove visioni culturali in cui ogni esperienza artistica diventa “comunità”. Perché, se alla base della filosofia del Paese Museo, c’è l’arte come elemento unificatore di distanze umane e sociali, gli scambi culturali che si sono avvicendati in questo mezzo secolo hanno rappresentato innanzitutto relazioni umane, confronti tra civiltà e storie diverse, dicotomiche visioni del mondo armonizzate dall’ospitalità e dall’accoglienza della comunità.
E oggi è ad un’altra comunità ospitante – a noi così affine per vivacità culturale e slancio creativo – che la cittadinanza speratina si rivolge con gratitudine e fiducia, certa che nel racconto del Paese Museo gli abitanti di Cerveira e i visitatori tutti potranno scorgere l’intricata trama della crescita culturale e sociale di un piccolo paese di fango che ha fatto dell’arte la sua cifra quotidiana.
L’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco Enrico Collu e dell’Assessore alla Cultura Emanuela Katia Pilloni, nel porgere i più sentiti ringraziamenti al Comune e alla Fondazione della Biennale d’Arte di Villa Nova de Cerveira, per l’opportunità e la fiducia concessa alla nostra cittadinanza nel riservarci l’onore di ospitare lo storytelling del Paese Museo non solo in uno spazio espositivo dedicato ma addirittura nella sua piazza centrale, rinnova l’invito a proseguire nella strada dello scambio e della condivisione di progetti a lungo termine tra le nostre comunità, indissolubilmente legate dalla comune visione dell’Arte come linguaggio universale di crescita e confronto.

L’amministrazione Comunale

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