1968


è l'anno in cui i muri di un piccolo paese della Sardegna - scuri muri di fango e paglia, com'è tipico di queste parti - diventano all’improvviso chiari, abbaglianti di bianco candido. Non vi era un obiettivo prestabilito, come poteva essere quello di rendere bello un paese brutto, ma un pretesto: quello dello stare insieme sviluppando un continuo dibattito e raffronto tra la comunità e i contributi esterni.

E' la data di nascita del muralismo a San Sperate.

Il progetto, o sarebbe meglio dire la visione, sviluppato per cinque decenni da quel seme di calce bianca, è cresciuto attraverso il coinvolgimento di tutta la comunità locale e di un'eccezionale collettività artistica internazionale; il seme ha generato il Paese Museo di San Sperate.

 

2008

 

il 40° anniversario del muralismo, oltre ad offrire un’opportunità di analisi e riflessione sulla propria esperienza, ha portato il Paese Museo ad andare “oltre i murales” per rendere stabile e permanente l'idea di San Sperate come centro internazionale di scambi e di confronti culturali, un luogo dove il mondo raffinato e spesso surreale dell'arte p convivere, ispirarsi e lasciarsi ispirare dai piccoli e grandi rituali della vita contadina.

 

La chiave della manifestazione è stata l’interazione tra arte e vita quotidiana, ma con la volontà di uscire dalla dimensione effimera dell’evento per generare azioni permanenti diffuse nel tessuto urbano, oltre che occasioni di riflessione sul contemporaneo.

 

Il primo bando ufficiale per la chiamata di giovani artisti, a cui negli anni ne sono seguiti molteplici, ha permesso la creazione di rapporti stabili con Istituzioni ed Accademie internazionali; Colore Identità portando il colore dai muri alle strade ha ridato impulso alla partecipazione popolare e insignito il paese di importanti premi e riconoscimenti; l’Omaggio ai Maestri, ancora visibile nelle nostre strade con le gigantografie di Siqueiros, ha fatto brillare gli occhi di Sciola per l’approdo messicano in terra sarda; i Custodi del Tempo hanno realizzato nuovi muri bianchi per nuovi murales, perché andare oltre non significa dimenticare.

 

2018

 

sono trascorsi 50 anni dalla rivoluzione culturale che ha cambiato la vita di una comunità e di quanti hanno avuto modo di incrociarla.

 

In un 2018 in cui il nostro continente celebra l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, condividendone gli obiettivi che contrappongono alla “celebrazione” la “possibilità di rinascita culturale”, si intende proporre una reinterpretazione di mezzo secolo di attività per creare una nuova narrazione di senso.

 

Un work in progress che grazie ad interventi strutturali del Comune di San Sperate ed ai fondi europei POR FESR 2014-2020 CulutreLAb permette di affrontare i prossimi 50 anni con un rinnovato slancio.