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Luana Bazzoli e Mariya Marinova dopo aver terminato l'opera di via Sassari, sono state tempestate di richieste dagli abitanti di San Sperate ed hanno deciso di regalare un altro murale al paese, sulla via Sardegna.

Anche Ilaria Marongiu, ha conquistato col suo ballu tundu, e su gentile richiesta ha realizzato un intreccio di finestre sulla via Burranca.

Autori di due opere anche gli artisti sardi Michel Chavalier e Alberto Marci, i più giovani del gruppo. Le bende della mummia di via Lau Silesu hanno avvolto con forza anche la cabina dell'Enel di via Cagliari, all'ingresso del paese.

Tra questi lavori di grandi dimensioni si distingue l'opera minuziosa ed elegante di Francesca Adamini. Specchio del suo temperamento gentile e pacato, i piccoli amuleti e talismani, sono un dono prezioso fatto ai sansperatini. Una teca che si inserisce con grazia in una piccola parete della via Monastir, che ora assume una connotazione quasi magica.

Sempre pronta ad inquadrare l'artista fotografa Veronica Rastelli. Sono suoi i dettagli scattati agli amuleti. Il muro dei muri deve però attendere i tempi di stampa ed un'anteprima delle immagini, prese singolarmente, non renderebbe giustizia al lavoro di sintesi e composizione. Rettangoli in bianco e nero e quadrati a colori, scanditi da un forte ritmo.

Come la sua collega Francesca, anche Alfred de Locatelli si distingue per l'eleganza. La sua banda astratta, lascia spazio al ritratto del proprietario del muro, sul primo tratto della via Decimo.

Si relaziona con una parte dell'opera di Marco Scesa.

Infatti, le oscure ombre dei merdules dell'artista svizzero, percorro tutta la via decimo sino ad arrivare ai colori di Alfred.

I ragazzi della KHM di Colonia, si sono presi un pò di tempo per progettare i loro interventi. Evelina Raica ed Ji Hyun hanno scelto il fiume.

La prima ha intenzione di lavorare sul ponticello in ferro e giocare sulla sorpresa. Un elemento fosforescente di connessione luminosa tra le due sponde. Mentre Ji gioca con le ombre che la vegetazione crea sui lati inclinati del canale e pensa ad un progetto più grande... un'enorme strumento musicale.

Jens Pecho, Paco, ha intenzione di realizzare un intervento che faccia riflettere sull'omossessualità, mentre Jan Hoeft vuole interagire coi fruitori dell'opera. Realizzerà con vernice fluorescente delle forme pure, scomposte su più pareti che solo da un determinato punto possono essere viste senza deformazioni. Tale punto di vista costringerà il fruitore o a sdraiarsi per terra, o a salire sulle spalle di qualcuno... insomma un punto scomodo da raggiungere, o comunque raggiungibile con almeno un pò di sforzo.

Si sono lasciati ispirare e travolgere da questo clima di confronto, anche gli operai dei custodi del tempo. Si dilettano con la scelta dei colori e delle forme, realizzando dei dettagli veramente interessanti.

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Speciale TV _ su Videolina a cura di Sibilla Loi