Diario dal workshop _ 5 agosto

Questi artisti, che normalmente per le loro creazioni utilizzano sofisticate tecnologie informatiche, ispirati dal paese, hanno pensato di sperimentare sistemi più semplici e naturali come pennelli e colori, stando però pronti a realizzare qualche performance multimediale.

Intanto i ragazzi arrivati i giorni scorsi hanno, per buona parte, iniziato la loro opera. Mariya Marinova e Luana Bazzoli, pur essendosi incontrate qui per la prima volta, hanno deciso di lavorare insieme. La loro parete è situata sulla via Sassari, ma è visibilissima dalla via Cagliari. Dopo le prime difficoltà dovute all'estema ruvidezza della parete, il loro lavoro ipnotico ha preso forma. Un mare di spighe di grano su un fondo fatto di elementi circolari, che richiamano forse inconsapevolmente i tradizionali cesti sardi.

E la Sardegna non l'ha dimenticata, Ilaria Marongiu, ormai milanese di adozione, che da anni va in giro con un grosso borsone rosso, contenente scarpe da donna degli anni quaranta rubate dalla soffitta della nonna oristanese. Su una piccola paretina in terra cruda ha omaggiato su ballu tundu, antica danza tradizionale.

Anche i non sardi si lasciano incantare ed avvolgere da questi antichi rituali isolani. Marco Antonio Scesa, svizzero, ha costruito con le sue mani le maschere dei merdules, ed esegue la sua opera la notte, rigorosamente al buio. Giochi di luci, ombre, pose e gesti teatrali.

Michel Chevalier ed Alberto Marci, studenti sardi dell'Accadamia di Belle Arti di Firenze, hanno scelto una delle pareti predisposte dai custodi del tempo, per realizzare con un tenue grigio la mummia che beve. Poi passeranno alla cabina Enel situata all'ingresso del paese.

Alfred de Locatelli e Francesca Adamini, hanno avuto un intenso scambio col proprietario della parete, tanto che Alfred realizzerà un doppio ritratto del signor Scalas. Fronte e retro, una parte sulla parete della via Decimo e l'altra sulla parete di via Risorgimento. Il tutto inserito in due bande che alternano astrattismo e realismo.

Mentre Francesca lavorerà sul suo muro quasi come un'orefice, con catenelle e piccoli elementi metallici.

Alba e Paz, con l'aiuto dei bambini tra cui le bravissime sorelline Cogoni, hanno terminato la loro opera, ma soprattutto hanno creato un forte affiatamento nel vicinato della via Oristano.

Ed immancabilmente onnipresente la fotografa campana Veronica Rastelli. Anche lei ha scelto il suo muro, sulla via San Giovanni. Sarà il muro dei muri: un progetto di fotomuralismo, in cui ogni partecipante al workshop avrà il suo spazio, scattato dalla Rastelli.

Speciale TV _ Videolina a cura di Sibilla Loi

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