San Sperate è un paese che ha da poco superato i 7.000 abitanti. Sorge nella Pianura del Campidano, a soli 19 km da Cagliari.

STORIA

Le testimonianze dei primi insediamenti umani nel territorio di San Sperate risalgono all' XVIII secolo a.C. Gli abitanti, come dimostrato dagli utensili ritrovati, vivevano prevalentemente di agricoltura e di caccia, dedicandosi al contempo ad attività artigianali. Si ha pure la testimonianza dell'esistenza di un nuraghe-vedetta e di numerosi pozzi per l'approvvigionamento idrico.

Tra il IV e III secolo a.C. il paese subisce la dominazione punica, della quale rimangono quattro necropoli (non visitabili) e le tracce del vecchio centro abitato.

Dal III secolo a.C. al V secolo d.C. il paese, denominato civitas Valeria, subisce la dominazione romana.

Tra il 455 ed il 533 d.C. Valeria subì la dominazione vandalica, periodo in cui molti vescovi nord africani esiliarono in Sardegna portando con sè numerose reliquie di santi, tra cui quelle di San Sperate, che custodite nella chiesa principale diedero il nome al paese.

Durante la dominazione Bizantina, dal VI all'XI secolo d.C. il paese subì un certo declino, nonostante ciò furono edificate le due chiese romaniche di Santa Lucia e di San Giovanni.

Nel periodo medioevale si susseguirono le dominazioni saracena, pisana ed aragonese e furono proprio gli aragonesi nel 1421 ad istituire il Feudo di San Sperate, che rimase in piedi sino al 1839.

Nel 1720 l'Isola fu assegnata ai Savoia e nel 1847 si istituì il Regno Sardo Piemontese, che durò sino al 1861 con la proclamazione del Regno d'Italia. Nel 1948, dopo ottant'anni di storia italiana la Sardegna diviene Regione Autonoma a statuto speciale.

Nel 1967 San Sperate diviene Paese Museo ospitando diversi artisti italiani e stranieri e dando vita così ad un florido movimento artistico culturale.

TERRITORIO

Il centro di San Sperate, in passato denominato orticedro, si colloca tra due fiumi: il Rio Mannu e il Rio Flumineddu. La struttura urbana sembra essere il risultato di un sistema di uso del suolo. L'impianto delle strade segue la parcellazione agricola preesistente. Questo spiega la presenza di grandi isolati urbani che hanno permesso lo sviluppo di abitazioni con ampie corti interne (casa campidanese). Le nuove zone insediative sono nate principalmente oltre il Rio Flumineddu. Questo ha permesso al costruito storico di mantenere i valori e i legami paesaggistici con il territorio circostante, fatto di agrumeti e di pescheti.

Della nuova zona urbana il principale vettore di attraversamento e collegamento con l'ambito storico è rappresentato dalla via Cagliari.