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San Sperate 25 - 31 Luglio 2010

 

 

 “La danza non appartiene all'uomo, semmai essa è propria dell'universo e l'uomo è solo il "canale"
attraverso il quale il creato si muove. L'uomo non è un sole, una stella al centro di un sistema spaziale di
movimento, bensì un semplice passeggero su un fragile "veicolo" sperduto nel traffico cosmico”

Attraverso il Butoh il corpo riscopre la sua natura, si rivela con tutta la sua ingenua e assurda autenticità. ll corpo che danza è attraversato alla vita in tutta la sua drammatica verità, si fa mezzo per rimembrare esistenza organica altra; fino al momento in cui la verità organica della carne non emerge, luminosamente consapevole.

Una ricerca personale totalizzante, che coinvolge la storia, le esperienze, le memorie dell'individuo. L’uomo si fa varco tra due dimensioni e la sua carne diviene il limite tra il dentro ed il fuori. Una terra di confine dove transitare per potersi elevare, per poter andare oltre. Un viaggio a ritroso verso l'origine di sé, dell’uomo, dell’universo.



 
 
Il laboratorio è tenuto da Alessandro Pintus  che è danzatore e coreografo. Svolge le sue attività in Italia e all’estero, ha iniziato ad interessarsi alla danza Butoh nel 1996, come evoluzione di una sentita ricerca teatrale che lo ha spinto a ecarsi più volte in Giappone a lavorare con gli insegnanti giapponesi più rappresentativi: Ko Murobushi, Masaki Iwana, Min Tanaka, Kazuo e Yoshito Ohno, Akira Kasai, Akiko Motofuji, Tadashi Endo. Ha inoltre incontrato la danza di altri insegnanti europei come: Enzo Cosimi, Pierpaolo Koss, Lindsay Kemp, Dominique Dupuy. Da alcuni anni esercita a Roma intensa attività didattica conducendo il laboratorio "Attraverso il Butoh". Inoltre ha dato vita alla compagine di ricerca di danza Butoh NON COMPANY che dal 2001 si occupa i investigare i significati reconditi la danza.

www.alessandropintus.com
 
Alcune foto scattate all'interno del laboratorio di Sciola

 

Conclusione del laboratorio di danza Butoh
Piazza Croce Santa - San Sperate
sabato 31 luglio 2010 - ore 18:00

Corpi che toccano muri.
Attraverso la danza Butoh il corpo riscopre la sua natura, l’uomo si fa varco tra due dimensioni e la sua carne diviene il limite tra il dentro ed il fuori.
Una terra di confine, come il muro, che a San Sperate diventa pelle, membrana osmotica capace di relazionare spazio privato e spazio pubblico, storie personali e memorie di una comunità.
Tra i muri, danzatori.

Così si conclude il laboratorio di danza Butoh tenuto dal danzatore e coreografo Alessandro Pintus a San Sperate.
Il laboratorio, organizzato dall'associazione NON Company con le associazioni Vox 2000, Gothic Time e Il corpo sottratto, si è svolto a partire dal 25 luglio a San Sperate. La tematica del laboratorio di danza (giunto ormai al suo quarto anno in Sardegna) ha quale tema il FUOCO, come  elemento catalizzatore, e la TERRA, come materia prima utile alla creazione di uno spazio-corpo nuovo,  trasformato dal potere della danza. Tatsumi Hijikata fondatore della danza Butoh usava spesso affermare che la sua danza nasceva dal “fango”, quindi della terra.