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Workshop internazionale di arte urbana

16 - 27 giugno 2009

San Sperate, Centro Internazionale di Scambi e Confronti Culturali, questo l'obiettivo annunciato dal direttore artistico Pinuccio Sciola lo scorso anno in occasione del quarantennale dalla nascita del muralismo nel paese museo.

Continuando in questa direzione arriva la seconda edizione del workshop internazionale di arte urbana Oltre I Murales. Il workshop si inserisce nel progetto di dottorato di ricerca: “MediArchitetture” finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna - Master and Back 2008/2009, portato avanti dai soci di Officinevida in collaborazione con la KHM Accademia di Arti e Media di Colonia.

I partecipanti, studenti della Kunsthochschule für Medien Köln, affiancati nel lavoro da giovani creativi di San Sperate tra cui Alberto Mameli e Gabriele Schirru, stanno realizzando dei progetti di valorizzazione urbana attraverso l'uso di elementi effimeri come il suono, la luce, il colore, la danza, l'inganno...

Un primo assaggio dei loro lavori si è avuto lunedì 22 giugno alle ore 18:00 presso l'Aula Magna della Facoltà di Architettura di Cagliari dove, ospiti dell'osservatorio internazionale del Prof. Corti, hanno incontrato gli studenti di Cagliari.

Martedì 23 giugno alle ore 18:30, in via Rio San Sperate a San Sperate, Silvia Ospina Serrano ha eseguito la sua performance.

Mentre in occasione del convegno internazionale Dal muralismo a nuove forme di arte urbana, in programma venerdì 26 giugno dalle ore 10:00 presso la Sala Verde della Cittadella dei Musei di Cagliari, sarà il Doc. Andreas Altenhoff ad esporre il risultato dei lavori dei suoi studenti.

 

TUTORS

Maestro Pinuccio Sciola - NoArte Paese Museo

Doc. Andreas Altenhoff - KHM Köln

Officinevida - San Sperate/Köln

 

PARTECIPANTI - PROGETTI

Laura Popplow (Germania) - Murales che parlano

San Sperate da oltre 40 anni è un paese ricco d'arte. Artisti provenienti da tutto il mondo hanno realizzato sui muri esterni delle case le loro opere, in relazione con i residenti e l'ambiente circostante. I muri esterni, sono la pelle della casa, il confine tra il dentro ed il fuori, raccontano la storia dei residenti, e il rapporto degli artisti con il villaggio. Se le immagini potessero parlare, allora si conoscerebbe qualcosa in più sul funzionamento dei rapporti, sui sogni e sulle idee degli abitanti.

Il murales è l'interfaccia tra lo spazio pubblico e lo spazio privato, esiste un rapporto di causa ed effetto? Cosa ha portato l'esistenza del murales? Cosa è cambiato?

Attraverso le interviste ai proprietari delle case vengono prese in esame queste domande. In combinazione con i suoni delle strade, gli spazi di San Sperate diventano una passeggiata sonora tra i murales che possono parlare.

Silvia Ospina (Colombia) - Tierra que piso, tierra que beso

Una performance di danza che si concentra sulla relazione tra corpo e spazio.

Durante i giorni che passerò a San Sperate, registrerò i diversi suoni del paese: (atmosfere, conversazioni....). Questi saranno usati come traccia sonora per la performance che verrà presentata in uno spazio pubblico che verrà scelto sul posto.

Questa danza è motivata dall'idea di scambio; io vengo dalla Colombia, vivo in Germania da alcuni anni, ho viaggiato in molti luoghi, ma adesso incontrerò un nuovo pezzo di terra chiamato San Sperate; adesso voglio creare un monumento effimero rappresentativo del fatto che incontro un nuovo spazio, portando tutto il mio passato e la mia storia nello stesso momento in cui vengo in contatto con le emozioni, le immagini, l'ispirazione e la realtà di questo nuovo posto.

Con questa performance, voglio integrare parte del mio passato: (l'identità che costituisce la mia esperienza) e il presente: un nuovo spazio fisico, un nuovo contesto.

Questa performance ricreerà l'immagine di un corpo che colleziona e stampa, sulla propria pelle l'esperienza di questo conflitto (passato e presente) ... e si trasformerà all'interno di un processo di scambio.

Martina Mrongovius (Australia) - A Map of here & There

Martina Mrongovius (www.holographics.com.au) lavora alla KHM di Colonia (www.khm.de) e al Center for the Holographic Arts, New York (www.holocenter.org).

Lei ha esposto largamente le installazioni olografiche alla Flux Factory di New York, al Museo de Arte Contemporaneo di Santiago, alla bus gallery di Melbourne al Korean HOLOcenter di Seul. Attualmente sta conseguendo un dottorato con lo Spatial Information Architecture Laboratory alla RMIT University di Melbourne, Australia.

Questa mappa è stata creata da video, fotografie e disegni che insieme raffigurano i viaggi di lavoro di Martina tra New york e Colonia. L'intera immagine non può essere vista da un unico punto di vista. Per leggere i pezzi e le animazioni, l'osservatore deve muoversi intorno, davanti e dietro. Questo assemblagio di immagini attraverso il movimento è quello che l'artista sta esplorando con le sue opere olografiche.

"A Map of Here & There" è stata creata per il seminario iMotion alla Kunsthochscule fuer Medien di Koeln (KHM) in collaborazione con Paesemuseo San Sperate.

Un ologramma è una struttura fisica di densità fisiche che variano e che difraggono la luce in immagini. Questo ologramma ha una direzione di informazioni spaziali - come ci si muove da parte a parte si possono vedere diversi fotogrammi di un'animazione. Se ci si muove in alto o in basso i colori dell'immagine variano. Questo accade perchè la luce è difratta a seconda della lunghezza d'onda (i colori) in uno spettro.

Alwin Lay (Germania) - San Sperate

La base per il lavoro saranno le immagini fotografiche prese sul posto. Le fotografie saranno poi meccanicamente trasformate in forma fusa. Il rapporto di luogo e tempo non potranno quindi più essere decifrati. Gli oggetti così creati saranno come dipinti murali (affreschi).

L'immagine perde dei frammenti di memoria.

Allan Gretzki (Germania) - Cleaning of the walls

Il muro è la base per diverse forme d'arte. Graffiti e Murales sono presenti in ogni parte del mondo. Con orientamenti politici radicali o puramente estetici. Murales e graffiti ribelli contro la società, in modo più o meno chiaro sono lo specchio della società.

A differenza del classico Murales, il graffito creato illegalmente verrà prima o poi rimosso. La parola Buff è stata utilizzata a New York negli anni 70 in corrispondenza della pulizia delle metropolitana.

Verrà applicato questa metodo in maniera astratta con lo scopo di dimostrare il rapporto tra queste due forme d'arte nella società odierna. Le foto dei murales di San Sperate verranno elaborato e mixate con l'utilizzo di software per ottenere un collage colorato.

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