Articles

Slide Site

 

 

TERRITORIÓS IMAGINADOS

 

mostra d'arte contemporanea portoghese
San Sperate - Museo del Crudo
4.05 - 30.06

 

 

 

Perchè San Sperate?

della Dott.ssa Emanuela Katia Pilloni (Assessore alla cultura del Comune di San Sperate)

 

L’arte come elemento unificatore di distanze umane e sociali è alla base della filosofia del Paese Museo, di cui nel 2018 si sono celebrati i primi cinquanta anni di vita. 

Gli scambi culturali che si sono avvicendati in questo mezzo secolo sono stati innanzitutto relazioni umane, confronti tra civiltà e storie diverse, visioni del mondo plasticamente in fieri. 

Il viaggiatore – inteso come migrante apportatore e fruitore di cultura - è ancor oggi la forma di turista che meglio rappresenta il concetto di San Sperate paese dell’ospitalità, dell’accoglienza e della crescita umana. 

Alle centinaia di artisti che, scegliendo di operare nel Paese Museo, hanno contributo ad alimentare e divulgare in Europa e nel mondo il sogno utopico di una società priva di barriere e confini, San Sperate ha offerto - e continuerà ad offrire - tele bianche da dipingere, pietre da scolpire, ma soprattutto mani tese da stringere e orecchie e occhi avidi di bellezza. Quella bellezza insita nell’incontro fruttuoso, che vivendo di emozioni e generando opportunità, ci ha resi comunità incline all’ospitalità e al dialogo.

Quale tema migliore delle migrazioni si sarebbe potuto scegliere, dunque, per cementare il sodalizio culturale con una delle più antiche e prestigiose biennali d’arte dell’Europa? 

Quale luogo migliore del Museo del Crudo, simbolo di una civiltà contadina semplice che si è scoperta all’altezza di dialogare alla pari con grandi centri di produzione artistica europea, avrebbe potuto ospitare una mostra che è soprattutto narrazione di partenze e di arrivi, di terre abbandonate e approdi ricercati?  

Le migrazioni, in qualità di storie di vita raccontate da chi accoglie e da chi è accolto, sono il viatico simbolico alle sfide sociali e culturali che il nostro paese si appresta ad affrontare nei prossimi decenni.

 

 

Territórios imaginados

della Dott.ssa Elisa Noronha (Curatrice dell'esposizione)

 

La migrazione, sia come esperienza di vita che come racconto, è una storia condivisa dalla maggior parte di noi. Forse perché non riguarda solo coloro che arrivano e vanno via, ma anche chi resta e accoglie.

Quando pensiamo alle migrazioni umane costruiamo miti, narrazioni, memorie collettive e individuali. Allo stesso tempo, le nostre rappresentazioni sono in continua evoluzone, determinate da immagini: grazie all’imponente copertura mediatica, la migrazione non è mai stata così presente nelle nostre vite quotidiane, come lo è oggi; inoltre, le implicazioni economiche, politiche, etiche, culturali ed emotive dei processi migratori, non sono mai stati così evidenti. Identità, senso di appartenenza, retaggio, origine, confine, movimento, nazione, diaspora, straniero e rifugiato, sono alcune delle rappresentazioni che complessificano la migrazione come fenomeno di esperienza umana. Selezionare, enfatizzare o escludere uno qualsiasi di questi concetti nell’ambito di una riflessione sul tema  significa creare una struttura responsabile motivatrice di interpretazioni (significati) della migrazione come realtà multiforme, concreta e immaginata.

 

Fatta questa premessa, vi proponiamo una visione della migrazione attraverso la percezione del territorio.

Prima di tutto come spazio-tempo costruito, vissuto e socialmente condiviso, la cui esistenza determina il modus operandi della migrazione contemporanea - un processo caratterizzato dall’avventura dello spostamento di individui, gruppi di persone o comunità intere da un territorio ad un altro. In secondo luogo, come spazio-tempo costruito da una dominazione politico-economica, ma anche da un’appropriazione simbolica e soggettiva che conferisce al territorio il potere di delimitare ed essere delimitato da identità culturali. Infine, e soprattutto, il territorio come spazio-tempo immaginario operante in maniera diversificata, dinamica e flessibile attraverso quelle relazioni che instauriamo nel quotidiano a livello locale, personale, sociale, istituzionale, economico, politico e culturale.

 

Nel costruire questa visione abbiamo messo insieme i lavori di 16 artisti, provenienti da generazioni diverse - ma con un territorio in comune, il Portogallo - in una narrativa esplorativa di immaginari possibili: il territorio originale e primordiale, che fà da teatro al nostro racconto viene suggerito dai lavori di Samuel Rama (Scavo # 19, 2008) e Francisco Tropa (Senza Titolo, 2011); i territori ricostruiti, riespressi, ed i territori protetti da una vita in movimento (l’emigrante) sono illustrati da Mário Ambrózio (Senza Titolo, 2009), Ana Maria Pintora (Associazione per la difesa del patrimonio affettivo, 2009), Bartolomeu Cid dos Santos (Benvenuti a Samarra, 2003), Isaque Pinheiro (Taglio e Ritaglio, 2013), Martinho Costa (Senza Titolo. Vecchia Casa a Giesteira, 2018) e Ana Pimentel (Una finestra aperta verso l’orizzonte, 1999); il territorio come spazialità sociale permanente e fluida, contenuta da limiti e confini, viene messo in evidenza dai lavori di Carlos Casteleira (Minho, 2015) e Os Espacialistas (Gli spazialisti e una iniziativa necessaria. Frontiera, 2013); il territorio come risultato della costruzione del sapere, memoria e informazioni raccolte, è proposto da Inês Norton (Archivilizzazione, 2017); concludiamo con il territorio come spazio per l’iscrizione dell’identità, “Io” e “l’Altro”, “Autoctono” e “Intruso” soggettivamente appropriate a simbolo di appartenenza, e come metodo per la conservazione di un’identità collettiva/territoriale da un punto di vista estetico, espresso attraverso i lavori di Antonio Barros (Es patriare, 1999-2012), Helia Aluai (Io e Lui, 2011), Henrique Neves & Michael Langan (La Signora Gaia, 2014), e Lauren Maganete (Semplicemente Camminando IV , 2013).

 

Le opere sono esposte presso il Museo del Crudo di San Sperate in via Roma 15.
L'ingresso è gratuito e gli orari di apertura sono i seguenti: Martedì - Domenica: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.00

 

Per informazioni:

mob. 348.90.13.825

email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 


 

 

L'esposizione Territorios Imaginados  è stata realizzata grazie al contributo di:

República Portuguesa – Cultura / Direção-Geral das Artes all'interno del progetto della Fundação Bienal de Arte de Cerveira: The Collection on the Road

Comune di San Sperate Assessorato alla Cultura

Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato alla cultura all'interno del progetto POR Culture Lab SansperArte

 

 

 Banner

 

Il progetto "Custodi della memoria" lavora su un sistema integrato di azioni volte a sensibilizzare verso l'importanza del patrimonio culturale europeo tramite l'istruzione e l'apprendimento permanente, concentrandosi in particolare sui bambini e sui giovani della comunità locale.

 

Attualmente San Sperate ospita nello spazio pubblico oltre 500 opere tra murales, sculture, installazioni… e le sue strade sono continuo scenario di produzione di contenuti culturali. Nonostante questo invidiabile patrimonio non esiste un piano di fruizione: i residenti sono in buona parte assuefatti; le informazioni generali e specifiche sulle opere e su una storia di cinquant’anni sono assenti ed esclusivamente legate ad una trasmissione orale.

 

Prendendo ispirazione dal romanzo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, si intende far si che ognuno dei circa 500 alunni dell’Istituto Comprensivo Statale Grazia Deledda di San Sperate diventi custode e testimone della memoria di una delle tante opere presenti nello spazio pubblico. 

 

L’idea nasce dalla volontà di applicare ad un patrimonio diffuso ed effimero qual è quello dei murales che si sono avvicendati sui muri del paese, una metodologia di trasferimento della memoria dall’oggetto alla persona, instaurando un processo di umanizzazione capace di innescare la gestione partecipata e la cura del patrimonio.


Questo è reso possibile con l’attivazione di laboratori esperienziali volti a riscoprire la storia legata a ciascuna opera e al suo autore, approfondire la componente artistica e tecnica, sperimentare l’interpretazione ed il coinvolgimento personale. Tutto ciò serve ad accrescere il loro senso di appartenenza alla comunità e a rendere i ragazziattori della trasmissione della memoria del patrimonio, accessibile a tutti ora e per le future generazioni.
In un anno altamente simbolico come il 2018 il progetto offre l’opportunità di raccontare, valorizzare e condividere un patrimonio importante non solo per la comunità locale. Nel 2018 cadono i 50 anni dalla rivoluzione culturale che nel giugno 1968 ha scosso la comunità di San Sperate. Inoltre quest'anno è l'anno europeo del patrimonio culturale.

I laboratori scolastici si sono svolti tra marzo ed aprile 2019.

Questa fase ha seguito due linee di sviluppo parallele e compenetranti. In particolare: la creazione dell’archivio vivente dell’immenso patrimonio materiale del paese museo; la sperimentazione in prima persona dei suoi valori fondanti (patrimonio immateriale).

Ciascun alunno ha “ricevuto in affido” un’opera del paese museo e ne è stato nominato il custode della memoria. Le opere sono state raggruppate in zone così da poter attribuire all’interno di una stessa classe opere tra loro vicine, per agevolare le attività in situ. Al fine di dare un valore scientifico al lavoro è stato stipulato un accordo con la Regione Autonoma della Sardegna che ha fornito le schede di classificazione ICCD di tutte le opere.

 

Per ciascuna opera sono stati pertanto forniti i dati sulla localizzazione, l’autore, l’eventuale titolo, la data di realizzazione, la tecnica, ecc… oltre a numerose storie e aneddoti legati alla sua realizzazione e al significato della rappresentazione. Per creare l’affezione nei confronti dell’opera assegnata e per stimolare la lettura dei particolari è stata condotta un’attività di arte terapia differenziata tra la scuola primaria e la scuola secondaria.

 

 

 

 

- Scuola primaria: ad ogni studente è stata consegnata una stampa dell’opera in formato A3. Attraverso una mascherina di 15*15 cm l’alunno ha scelto e ritagliato una parte dell’opera. Il ritaglio è stato incollato liberamente su un cartoncino chiaro di 30*30 cm. L’alunno è stato accompagnato dagli operatori in un’esperienza di creazione della parte mancante del disegno, prendendo libera ispirazione dall’opera originaria o più semplicemente dalle emozioni che questa ha generato al primo sguardo.

 

 Custodi 1

 

 Custodi 1

 

 Custodi 1

 

 Custodi 1

 

 Custodi 1 

 

- Scuola secondaria: ad ogni studente è stata consegnata una stampa dell’opera in formato A4. Questa è stata ritagliata e poi ricomposta in piena libertà, incollando le parti su un cartoncino nero di 30*30 cm sul quale era poi possibile aggiungere altri elementi grafici.

 

Custodi 1

 

Custodi 1

 

 Custodi 1

 

Custodi 1

 

 Custodi 1

 

 Custodi 1

 

 Custodi 1

 

 Custodi 1

 

 Custodi 1

 

Gli studenti hanno poi cercato per le strade del paese la “propria opera” per vederla dal vivo e con una nuova consapevolezza.

A questa attività sono seguite ulteriori azioni di approfondimento realizzate in stretta collaborazione con il corpo docente, di cui si elencano alcuni esempi.

 

Le classi quinte elementari hanno realizzato una brochure in italiano ed inglese da offrire agli studenti delle scuole di Orgosolo (paese del centro Sardegna, noto anch’esso per i murales) nell’ambito di un gemellaggio promosso dalle rispettive scuole e dall’Associazione Noarte, durante il quale i bambini si fanno promotori dei rispettivi patrimoni.

Le classi prime medie hanno realizzato un approfondimento storico attraverso interviste agli artisti e ai personaggi cardine del paese museo.

Per le classi seconde medie sono stati organizzati due tour guidati di approfondimento finalizzati alla creazione di una guida cartacea a misura di ragazzo.

 

Gli oltre 500 elaborati - quadrati 30*30 con fondo chiaro o nero - digitalizzati e associati all’immagine dell’opera originale, costituiscono l’archivio “fisico” del progetto che rafforza ulteriormente il vero archivio costituito dalle menti dei 550 bambini/ragazzi custodi.

I lavori prodotti sono stati selezionati e verranno esposti nell’ambito della IX Mostra Infanto-Giovanile EDUCARTE in programma dal 29 maggio al 1 giugno presso la Biennale Internazionale d’Arte di Villa Nova de Cerveira (Portogallo).

 

Il progetto è stato cofinanziato dal  Ministero per i beni e le attività culturali.

 

Banner uTeatrino

 

 

Secondo appuntamento del progetto di residenze artistiche diffuse  LxL.

 

 

Questa volta l'ospite è la compagnia teatrale francese e per la precisione corsa,  u Teatrinu che propone un doppio appuntamento con la messa in scena di "A serva", un adattamento teatrale dell'opera di Eugene Labiche "Edgard e la sua cameriera", curato da Guy Cimino.

 

 

Il primo dei due incontri sarà il 9 novembre alle 19.00 presso il Centro di aggregazione sociale di San Nicolò Gerrei.

 

 

Sabato 10 novembre, alle 18.45 la compagnia sarà ospitata a San Sperate da Antas Teatro  all'interno della rassegna Antas Apertas Vol. 4 presso lo Spazio Antas in via Arbarei 10.

L'ingresso ad entrambe le rappresentazioni è libero e gratuito.

 

 

L'associazione Noarte Paesemuseo manda avanti il progetto LxL con il supporto della Fondazione di Sardegna e dei comuni che volta per volta ospitano le residenze artistiche. Nel caso specifico il Comune di San Sperate e il  Comune di San Nicolò Gerrei.

 

U Teatrinu è una compagnia nata nel 1989 con la creazione di un cafè-teatro in Rue Cesar Campinchi a Bastia, con lo scopo di creare e diffondere il teatro in lingua corsa.

I membri fondatori sono Jean Jaques Gil del Teatro 196, Jo Fondacci del Teatro La Crisalide, Guy Cimino di A Cumpagnia dell'Olmu.

Oggi la base operativa della compagnia è Furiani, nel nord della Corsica, in uno spazio di creazione teatrale e cinemtografica.

U Teatrinu è una compagnia sovvenzionata dalla collettività della Corsica e dalla città di Bastia.

 

 

 

uteatrinu

 

locandina

 

 

Banner Equilibrio 2018

IN EQUILIBRIO giunge alla terza edizione.

 

Quest'anno il laboratorio ha un obiettivo grande, grandissimo.

In Equilibrio va a scuola! È proprio il caso di dirlo.

Passiamo da un laboratorio estivo ad un'attività scolastica che coinvolge le classi quarte e quinte delle primarie e le prime delle secondarie dell'Istituto Comprensivo "Grazia Deledda" di San Sperate.
Come detto il progetto è ambizioso e prevede la riqualificazione di una parte dell'alveo fluviale del Rio Flumineddu di San Sperate.

Un tratto di grigio cemento, lungo 138 metri, 1800 metri quadri da trasformare.
Un angolo di San Sperate grigio, che fa parte del percorso turistico/culturale del progetto SanSperArte non è assolutamente all'altezza di altri angoli coloratissimi del paesemuseo.

Trasformiamo quindi In Equilibrio in un progetto partecipato e condiviso che avvicini i giovanissimi alle attività dell'associazione.

Il progetto

 

Preintervento

Un progetto condiviso non può che partire con il coinvolgimento sin dalle fasi iniziali dei giovani progettisti. 


Armati di centinaia di fotografie in bianco e nero del tratto di alveo cementato, ci siamo presentati nelle singole classi e dopo aver fatto una breve presentazione dell'idea abbiamo chiesto ai ragazzi di preparare delle bozze di progetto.

Il lavoro proposto ai ragazzi si differenziava a seconda dell'età.  Infatti i ragazzi delle elementari hanno lavorato sulla progettazione dell'intervento riguardante la superficie dell'alveo fluviale.

Abbiamo ottenuto centinaia di disegni, uno più colorato dell'altro

 

bozza 1 bozza 1 bozza 1 bozza 1 bozza 1 bozza 1

bozza 1 bozza 1 bozza 1 bozza 1 bozza 1 bozza 1

bozza 1 bozza 1 bozza 1 bozza 1 bozza 1 bozza 1 

I ragazzi della secondaria hanno fatto un lavoro leggermente più complesso.

Il loro compito era quello di lavorare sul parapetto del fiume, che limita la via Rio Concias rispetto al letto del fiume.
Per fare ciò abbiamo utilizzato un espediente, ovvero il lettering.

Dapprima ai ragazzi sono stati dati gli elementi per riuscire a leggere le opere dei writers più noti del panorama europeo. Da esempi di lettering semplice che pian piano diventava sempre più estremo e difficile da interpretare, hanno tratto spunto per il loro lavoro. Ogni ragazzo ha costruito un proprio alfabeto basato su figure geometriche semplici, quadrato, cerchio, triangolo.

Dalla composizione di questi elementi hanno realizzato delle piccole sculture di carta ovvere le lettere del proprio nome.

 

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 

Sculture bozze 1 Sculture bozze 1 Sculture bozze 1  

 

In un secondo incontro all'aperto, abbiamo lavorato con delle forme geometriche di cartone.

Suddivisi in gruppi hanno condiviso una parola e ne hanno costruito il lettering. Gli elementi di base erano sempre le forme geometriche elementari.

 

Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 

Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 

Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 

Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 Sculture Cartone 1 

 

San Sperate, come molti sanno, è un paese di colori, quindi non poteva mancare la colorazione.
È stata l'occasione per valutare le colorazioni ideali, ma anche per scoprire tecniche pittoriche che hanno acceso la fantasia dei giovanissimi scultori.

 

 Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1

 Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1

 Sculture colore 1  Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1 Sculture colore 1

 

Nel mentre, i ragazzi delle scuole elementari si sono incontrati nei fine settimana per dare vita al serpentone di colori. A novembre 2019 abbiamo cominciato con il tracciamento e sono andati avanti sino a marzo con i colori.

Il fondo è pronto, in attesa dei prossimi passi. Non sono mancate le interviste televisive e gli incontri con i passanti. Addirittura qualcuno ha ipotizzato l'apertura di una ditta di imbianchini. Viva la fantasia.

 

fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1

fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1

fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1

fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1

fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1

fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1

fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1

fiume colore 1 fiume colore 1 fiume colore 1

È questo è solo l'inizio!

Nel frattempo i soci di Noarte trasformano le lettere di cartone in vere e proprie sculture in acciaio, resitenti e durevoli. 

 

Sculture 1

 

C'è ancora tanto da fare

Forza ragazzi!

 

 

 

 

 

 

Doppio appuntamento a San Sperate con Gaye Su Akyol, la band turca rivelazione che accoglie consensi dalla critica e dal pubblico.

Musica surf, psichedelica e tradizionale anatolica in una potente miscela esplosiva di stili musicali unita a forza espressiva e impegno sociale.

L'associazione Noarte Paesemuseo, in collaborazione con il festival internazionale Isole che parlano, l'associazione Sarditudine e la Scuola Civica di Musica di San Sperate, presenta i Gaye su Akyol il 5 settembre alle 19.30 presso il Museo del Crudo sempre a San Sperate.

Il 6 novembre 2018 alle ore 19.00 presso il Giardino Megalitico di San Sperate, sarà l'occasione per sentire il quintetto in concerto.

Entrambe gli appuntamenti sono liberi e gratuiti.

Vi aspettiamo!

 

  

 

 

 

Gaye Su Akyol (Turchia)

Dopo l’ottimo “Hologram Imparatorluǧu”, seconda prova solista della cantante Gaye Su Akyol, pubblicato a Novembre 2016 dalla sempre attivissima Glitterbeat Records e che ha fatto seguito al debutto di “Develerle Yaşıyorum”, la cantante turca pubblicherà nei prossimi mesi un nuovo album dal titolo “İstikrarlı Hayal Hakikattir”. C’è grande curiosità intorno al nuovo lavoro, visto il credito guadagnato con il precedente (ottimamente accolto dalla critica e che ha portato Gaye Su Akyol ad esibirsi nei migliori festival internazionali).
Mescolando echi della tradizione turca con la psichedelia e alternative rock, Gaye Su Akyol ha dato vita alla sua personale visione di Anatolian Rock.
In “Hologram Imparatorluǧu” , che tradotto vuol dire letteralmente “Il mondo degli ologrammi”, la rocker turca racconta la sua terra con pungente sarcasmo mescolando temi tradizionali come l’amore, a riflessioni a sfondo sociale, come lei stessa afferma in una recente intervista: “La politica mondiale è diventata tanto assurda che a volte mi trovo a chiedermi se tutto ciò possa essere reale, o se sia solo una bizzarra realtà alternativa”.
Nelle sue canzoni, dunque, si intrecciano reale e fantastico, scenari apocalittici e spaccati immaginari, quasi a rimarcare il legame della sua musica con le arti visive, avendo scoperto la sua natura di artista nell’atelier del padre pittore, per approdare in seguito al rock.
Ferzan Ozpetek, (regista turco naturalizzato italiano) già noto per “il Bagno Turco, Le Fate Ignoranti, La Finestra di Fronte, ecc. ha invitato Gaye Su Akyol a partecipare alla realizzazione della colonna sonora di Rosso Istambul (2017) con il brano Kırmızı Rüyalar – che sonorizza anche il trailer originale

 

“Intricati ritmi del Medio Oriente, archi ondeggianti e chitarre surf-rock, una fusione derivata dal suo amore per star turche come Selda Bagcan e internazionali come Grace Slick e Nirvana. Il nuovo suono di Istanbul.” – The Observer.

“La cantante turca Gaye Su Akyol è emersa alla ribalta della scena musicale, rivitalizzata negli ultimi anni, del suo paese . Il suo nuovo album mescola modalità turche e scale grunge, surf rock e psichedelia.” Voto 7,4! – Pitchfork

“Gaye Su Akyol interpreta le lente e ritmate melodie dell’arabesque con la sua voce roca trasformandole in un trip psichedelico anni Settanta dentro a un bar fumoso.” – Noisey

“Un viaggio musicale che parte dalle sponde del Bosforo, terra per secoli ponte fra Oriente e Occidente, per poi allargarsi a una proposta ampia, viva e in grado di parlare il linguaggio universale della musica.” Voto 8! – Distorsioni.net

“Mentre la Turchia sembra tornare indietro nel tempo, la sua scena musicale prosegue senza sosta il suo cammino regalandoci belle sorprese come la Gaye Su Akyol.” – Blogfoolk

“Un viaggio elettroacustico tra sensuali e melismatiche melodie turche e sferzanti ritmi e sonorità rock… da ascoltare” – MusicheParole