I giovani che cambiarono [cambieranno] il mondo … o almeno un angolino di mondo

Un paese di contadini, senza mare e senza montagne, senza nuraghi, dolmen e menhir, senza personaggi illustri o monumenti, con vari campanili – si – come tutti i paesi del resto.

L’entusiasmo di un gruppo di giovani, dai grandi sorrisi e dalle mani callose, lo ha trasformato. È bastata un po’ di calce bianca sui muri di fango, una comunità curiosa, la voglia di aprirsi al mondo accogliendolo nelle proprie strade. Era il 1968 e, quasi per gioco, nasceva il paese museo.

Quella di San Sperate è una storia locale, intrecciata a tante storie internazionali, ma il messaggio di cui è portavoce è universale: i giovani possono cambiare il mondo, con la creatività, la passione, la voglia di vivere.

L’obiettivo del progetto è proprio questo, valorizzare la creatività dei giovani e fornire loro gli strumenti necessari a plasmare il proprio futuro e quello del territorio in cui vivono. La strategia è quella di far conoscere un’esperienza passata per poi omaggiarla, attualizzarla e farla propria.

La metodologia progettuale prevede l’attivazione di percorsi formativi volti alla valorizzazione della creatività e allo sviluppo delle abilità dei giovani, culminanti in uno spettacolo teatrale che omaggi i 50 anni di muralismo speratino, portandone in scena il messaggio universale.

Nello specifico il progetto prevede l’attivazione di tre laboratori:

– laboratorio di scenografia e scultura teatrale guidato dall’artista Mariano Corda durante il quale i partecipanti si cimenteranno nella costruzione di oggetti di scena, maschere, costumi, personaggi fantastici ottenuti dall’assemblaggio di ferro vecchio, filo di ferro e altri oggetti di recupero;

– laboratorio teatrale a cura della compagnia ANTAS Teatro, che prevede l’ideazione dello spettacolo e la sua messa in scena, oltre a tutte le fasi di preparazione attoriale e recitazione;

– laboratorio di musica teatrale gestito dalla Scuola Civica di Musica dell’Unione dei Comuni del Basso Campidano in collaborazione con il docente Christian Cassinelli, finalizzato alla creazione delle musiche per lo spettacolo e alla loro esecuzione.

L’interazione tra i tre laboratori darà vita allo spettacolo I giovani che cambiarono [cambieranno] il mondo… o almeno un angolino di mondo, che verrà rappresentato a conclusione del progetto.

I laboratori saranno accompagnati da alcune attività collaterali, sempre rivolte ai giovani:

– conferenza spettacolo del grande Eugenio Barba, in occasione della quale verrà presentato il film Il paese dove gli alberi volano, omaggio ai 50 anni di attività dell’Odin Teatro (Danimarca);

– laboratorio di valorizzazione e comunicazione multimediale dei murales a cura dell’artista Raquel Fayad, direttrice del museo storico Paulo Setubal di Tatui (Brasile).

I giovani che cambiarono [cambieranno] il mondo … o almeno un angolino di mondo
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