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Regia di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud. Sceneggiatura: Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud dal fumetto omonimo di Marjane Satrapi Animazione: Marc Jousset, Christian Desmares Montaggio: Thierry Lebon Voci italiane: Paola Cortellesi, Sergio Casetllito, Licia Maglietta Produzione: 2.4.7 Films, France 3 Cinéma Distribuzione: Bim Francia 2007, colore 95’. … La fama di Persepolis è innanzitutto quella di un fumetto sui generis, scritto e pubblicato in Francia in quattro volumi da una ragazza di origine iraniana, Marjane Satrapi, che racconta gli ultimi trent’anni di storia dell’Iran ispirandosi ai ricordi della sua infanzia e adolescenza. Oggi Persepolis è diventato un brillante film d’animazione, firmato dalla stessa Satrapi e da Vincent Paronnaud. Applaudito lo scorso maggio a Cannes (Gran premio della giuria), esce in Italia forte dell’attenzione ai premi Oscar. Il regno di Persepolis di cui il film racconta, non ha nulla a che vedere con le immagini fiabesche che l’antica Persia può suggerire, e che i titoli di testa sembrano confermare: minareti che si stagliano contro il cielo stellato, viaggi per mare, vasi finemente dipinti che custodiscono chissà quali inenarrabili segreti. La Persepoli del film si chiama Teheran, e nel 1978, quando la storia ha inizio, è attraversata da un’impetuosa ondata di ribellione allo Scià. Marjane ha solo otto anni, e affacciata alla finestra, ascolta stupita i commenti dei genitori alla manifestazione che sfila lungo le strade della città. Come? Lo Scià non è stato designato da Dio come sostiene la maestra? Per una bambina che sogna di diventare profeta, le parole dei genitori sono sospette. L’educazione politica di Marjane comincia così, con il racconto di un padre desideroso di far conoscere alla piccola “come sono andate davvero le cose”. Ai racconti di un passato non troppo lontano si aggiungono le testimonianze di quanti, nella cerchia familiare o nel giro di amici dei genitori, hanno subito le conseguenze del regime dittatoriale: imprigionati, torturati, impotenti di fronte alle esecuzioni dei compagni. Marjane è a Teheran quando il regime cade e viene instaurata la Repubblica islamica. A quattordici anni, incapace di tacere di fronte alle menzogne delle insegnanti (“il velo è sinonimo di libertà!”) Marjane, in pericolo, viene spedita a Vienna. La nonna, esempio di integrità e saggezza, le fa dono di un unico consiglio, destinato ad accompagnarla nella sua avventura europea… Racconto di guerre e rivoluzioni lontane ma al tempo stesso di un regime che fa scuola anche in Europa, Persepolis fa emergere le contraddizioni di chi è costretto a vivere tra due culture, e che proprio nel paese di “matti che urlano tutto il tempo”, nel paese in cui i ragazzini sono pronti a dare la propria vita in cambio di una chiave – di plastica – che “apre le porte del Paradiso”, in quel paese impara il significato della libertà, non in Europa… E’ questa posizione, forse, che permette al film di essere drammatico e ironico al tempo stesso e di coniugare storia personale e storia nazionale in un dialogo in cui l’una rinforza l’altra. Il bianco e nero è trattato con contrasti netti, nelle sequenze che meglio esprimono l’atmosfera di terrore nella quale la popolazione è costretta a vivere in Iran e nelle scene di guerra. Le ombre dei personaggi si allungano sui muri come nei notturni del cinema espressionista. Altrove, una vegetazione lussureggiante si fa spazio nell’immagine, gli animali fanno capolino quali elementi naturali del paesaggio, e il mare spumeggiante illumina per un attimo la scena: sono i sogni ad occhi aperti della piccola Marjane che fantastica sulle avventure dello zio rivoluzionario Anouche, costretto all’esilio; è la revêrie dell’adolescente innamorata a Vienna. da Vivilcinema n°1/2008 pag.30 |