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Noarte 2008, collocandosi temporalmente nella fase conclusiva del quarantennale del muralismo, vuole proporsi come osservatorio critico verso ciò che fino ad ora è stato fatto, per poi proiettarsi con consapevolezza ed entusiasmo verso il futuro. Quello che si propone come obiettivo principale è dunque una rilettura dello spazio, delle sue mutazioni (fisiche e di senso), ma soprattutto dei processi che le hanno generate producendo la complessa stratificazione e sedimentazione di quarant’anni di materiali diversificati. L'attenzione sarà rivolta in particolare alle trasformazioni dei luoghi indotte da processi di No-arte e No-architettura intesi come operazioni non convenzionali di azione sullo spazio urbano.
A partire dal ribaltamento della definizione di architettura data da William Morris nel 1891 “l'architettura è l'insieme delle modifiche e alterazioni introdotte sulla superficie terrestre in vista delle necessità umane, eccetto il puro deserto”, il tentativo ultimo è quello di osservare la realtà, con l'idea che possano esistere architetture che non generano modifiche e alterazioni e viceversa non-architetture/non-arti capaci di innescare modifiche ed alterazioni. Per architetture che non generano modifiche ed interazioni si guarda a tutte quelle forme di architettura effimera e temporanea che quasi si nascondono nel contesto, ma ancor più agli interventi di recupero architettonico, che pur non alterando la superficie terrestre generano nuovi linguaggi e di conseguenza nuove architetture. Viceversa, le non-architetture sono da intendersi come i nuovi linguaggi architettonici che plasmano spazi immaginari o danno una nuova lettura di spazi esistenti. La fotografia è una di queste: ritaglia lo spazio, ne ferma il tempo al suo interno, introduce la soggettività e carica di significati. Nella sua declinazione del fotomontaggio, altera il reale migliorandolo o evidenziandone i difetti e le problematiche. Il video al contrario non ferma il tempo, lo domina imponendo il suo ritmo e risemantizzando l'architettura. Attraverso internet riesce a creare nuovi mondi, second life, in cui rifugiarsi e dai quali guardare al mondo reale in maniera più distaccata ed obiettiva. Ed ancora i colori, la luce, le proiezioni, i suoni, che senza generare forme o volumi riescono a modificare lo spazio ed a costruirlo. Un percorso reale quindi, ma anche immaginativo e virtuale tra paradigmi nazionali ed internazionali che si svilupperà attraverso mostre fotografiche, videoproiezioni e altre rappresentazioni digitali, ma soprattutto con confronti e dibattiti. Ed ancora uno spazio d’incontro tra artisti, architetti, fotografi, videomaker, urbanisti e sociologi, per riflettere sulle possibilità trasformative dei luoghi. Nello specifico, all’interno del laboratorio all’aperto di no-arte, si vuole stimolare l’osservazione degli effetti che azioni permanenti sviluppate durante il quarantennale quali Colore e Identità, Custodi del Tempo e Workshop tematici possano produrre in termini di alterazioni spaziali. E lo si vuole fare attraverso l’ideazione e la proposta di un bando di concorso internazionale il cui tema sarà appunto la (ri)lettura e il racconto del mutamento con l’utilizzo di modalità espressive come la fotografia ed il video.
Il concorso aperto a giovani creativi e studenti sarà articolato in due fasi principali: una prima di ricognizione e analisi durante i mesi estivi - nel mezzo delle manifestazioni per il quarantennale - ed una seconda di presentazione pubblica dei progetti di ricerca e valutazione a ottobre - nell’ambito di Noarte. L’evento così concepito si configura come momento critico di riflessione sulle azioni fino ad ora intraprese e stimolo per lanciare nuove idee per il futuro, nell’ottica della costante volontà di evoluzione del pensiero/progetto ma soprattutto di sviluppo in termini di offerta culturale del paese di San Sperate (e non solo). Noarte 2007
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