• +39 070.960.14.34
  • mail@paesemuseo.com

Arrivo o nuovo inizio

Arrivo o nuovo inizio

Si è conclusa la residenza artistica Frontiere Future organizzata dall’Associazione Noarte che ha visto come protagonisti sei artisti internazionali accolti e supportati da una comunità aperta e sempre pronta al dialogo.

Prendendo spunto dal percorso culturale del paesemuseo, è stato chiesto loro di riflettere sulle frontiere che la società si troverà ad affrontare nel futuro prossimo o remoto. L’investigazione delle frontiere future ha voluto e vuole essere uno spunto per la nascita di nuove identità, nuovi scambi, nuove forme… oltre i murales!

L’artista di origine turca Corç George Demir (Colonia – Germania) durante la residenza ha scelto di far “migrare” un’immagine a lui cara e che sotto la sua regia ha già fatto il giro del mondo, ha quindi lasciato un piccolo dono nelle cassette postali di tutte le case di San Sperate e realizzato su una vecchia parete fatiscente un graffito destinato all’imminente scomparsa. Quest’ultimo lavoro apre le porte ad una futura collaborazione tra lui e l’artista pro  prietario del muro, Giampaolo Spiga, infatti farà rivivere l’immagine in una delle sue miniature, ottenendo quindi un’ennesima migrazione.

Federica Gonnelli (Firenze) ha collezionato i ritratti fotografici dei cittadini di San Sperate che ha poi sovrapposto con eleganza alle immagini dei luoghi da questi segnalati come luogo di confine della propria memoria. Parallelamente ha dato forma all’immaterialità dei confini urbani attraverso un’installazione ospitata all’interno di un vuoto del centro storico.
Il lavoro di Federica miscela i confini urbani e quindi visibili e percepibili, con i confini intimi legati a un ricordo o a una esperienza personale del passato.

Susanna Schoenberg (Colonia – Germania) recuperato il vecchio impianto del bando comunale, si è “appropriata” dello spazio pubblico modificandone il paesaggio sonoro e non solo. Con l’uso poetico della telecomunicazione ha permesso la connessione degli antipodi e il superamento del confine tra lo spazio privato/chiuso e lo spazio pubblico. Dall’interno della parrocchia, ormai chiuso e inaccessibile da anni ha proiettato e trasmesso verso l’esterno, quindi rendendolo pubblico, un luogo portatore di sentimenti intimi. A completamento di questa installazione ha realizzato altri 4 punti di diffusione sonora che hanno restituito paesaggi sonori di luoghi distanti.

Diego Vivanco (Bilbao – Spagna) ha proseguito il suo percorso artistico basato sull’umorismo ma con un messaggio serio e profondo. Ha creato il brand di un’azienda che ha come obiettivo la commercializzazione di EMPATIA. La frontiera/confine in oggetto è quindi quello esistente tra le persone. Un richiamo per attivare una capacità che tutti possiamo sviluppare con un po di pratica.

Emad Ahmad Abdallah Abu Hashish (Campo profughi di Amman – Giordania) realizzando una straordinaria opera pittorica ha voluto condividere con la comunità il suo intimo rifugiarsi nel colore e nell’arte per una Patria Palestina sottrattagli sin dalla nascita. Il lavoro di Emad è fatto di stratificazioni di colore su superfici materiche realizzate ad oc. Il suo è un collage di stimoli ricevuti per le vie del centro urbano. Queste stratificazioni sono state successivamente incise e nuovamente ricoperte dai colori realizzati dallo stesso artista.

 

L’artista – newyorkese di adozione – Luca Spano (Cagliari) attraverso un’installazione di vetro, metallo e terra cruda ha portato in piazza Primo Maggio il racconto di un mare sul quale si specchiano due arcipelaghi separati da un confine trasparente: una porta da superare, da infrangere come il cristallo da lui stesso colpito per creare nuovi scenari, nuove mappe, nuove visioni.

Nella mattinata di domenica 17 dicembre un lungo serpentone di curiosi ha visitato tutte le installazioni di cui i rispettivi autori hanno svelato gli aspetti peculiari.

 

Please follow and like us:
admin

Invia il messaggio

Please spread the word